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Quando pensi a Bali probabilmente immagini risaie, templi e spiagge da surf. Non moli e biglietterie. Eppure l’isola vive anche di acqua. Chi si sposta verso Nusa Penida, Lombok o Giava prima o poi fa i conti con un porto. Non parliamo di infrastrutture turistiche curate come certi scali asiatici. Sono luoghi funzionali, spesso caotici. Capire in anticipo cosa aspettarti fa la differenza tra una partenza tranquilla e mezz’ora di nervi.
Bali ha diversi punti di imbarco lungo la costa, ognuno con un ruolo preciso. Alcuni servono le fast boat per le isole vicine. Altri i traghetti pubblici verso Lombok. Altri ancora le grandi navi da crociera o il collegamento diretto con Giava. Difficilmente userai più di uno o due porti nello stesso viaggio. Ma sapere quale scegliere in base alla destinazione ti risparmia tempo, e spesso anche qualche truffa da molo.
In questa guida ti parlo dei quattro porti che un viaggiatore incontra davvero: Benoa, Sanur, Padang Bai e Gilimanuk. Aggiungo anche qualche riferimento ai moli minori, utili solo in casi specifici.
Benoa, il porto industriale e delle navi da crociera

Benoa si trova su una penisola a sud di Denpasar, tra Sanur e Nusa Dua. Per la maggior parte dei visitatori è il punto in cui attracca la nave da crociera con cui sono arrivati. È un porto industriale a tutti gli effetti, circondato da magazzini e attività cargo. Non aspettarti negozi o ristoranti, oltre a qualche cambio valuta e un piccolo desk turistico. Non è vicino a niente a piedi. Kuta e Seminyak sono a trenta o quarantacinque minuti di auto, Ubud anche di più, e il traffico balinese allunga parecchio i tempi.
Se scendi da una nave qui, la scelta più semplice è un taxi ufficiale in coda fuori dal terminal. In alternativa c’è Grab, anche se la disponibilità non è sempre garantita. Molte compagnie di crociera organizzano escursioni verso Uluwatu o i templi dell’entroterra. Puoi anche negoziare un autista privato in loco per una tariffa più flessibile. Benoa ospita pure alcune fast boat verso Nusa Penida e Lembongan, anche se oggi sono nettamente minoritarie rispetto a quelle che partono da Sanur.
Sanur, il porto più comodo per le isole vicine

Se il tuo obiettivo è raggiungere Nusa Penida, Nusa Lembongan o i Gili, oggi il punto di riferimento è Sanur. Il vecchio sistema di imbarco dalla spiaggia, con i passeggeri che si bagnavano i piedi per salire a bordo, è sparito nel 2022. Al suo posto un terminal moderno con pontile, sale d’attesa climatizzate, deposito bagagli e persino una piccola zona bambini. Si trova su Jalan Matahari Terbit, a est di Sanur, a circa mezz’ora dall’aeroporto.
Da qui partono decine di fast boat ogni giorno verso Nusa Penida. Le traversate durano 30-45 minuti, con prezzi tra 150.000 e 200.000 rupie a tratta a seconda dell’operatore. Sul portale di prenotazione 12Go puoi confrontare orari e compagnie diverse prima di scegliere. È comodo soprattutto in alta stagione, quando i posti finiscono in fretta.
Conviene arrivare con largo anticipo, almeno un’ora prima della partenza. Il check-in può essere lento e la struttura si riempie rapidamente nelle fasce orarie più richieste. Un dettaglio pratico: se arrivi in Grab, la corsa può scendere all’ingresso. Per la partenza invece il punto di ritiro ufficiale è lontano dal molo. Molti viaggiatori preferiscono per questo i taxi locali che stazionano proprio davanti al terminal.
Padang Bai, lo snodo storico verso Lombok

Padang Bai è un piccolo villaggio costiero sulla costa sudorientale. È storicamente il porto principale per chi viaggia via mare verso Lombok. Il molo si trova nel centro del paese, quindi puoi arrivarci a piedi dagli alloggi vicini, cosa rara per i porti balinesi. Qui convivono due tipi di traffico molto diversi tra loro. Da una parte il traghetto pubblico per veicoli e passeggeri diretto a Lembar, gestito da ASDP. Dall’altra le fast boat private verso Gili Trawangan, Gili Air e Bangsal.
Il traghetto pubblico è l’opzione più economica e lenta. Ha partenze quasi ogni ora lungo tutta la giornata. La traversata può durare dalle due alle cinque ore, a seconda delle condizioni del mare. Le fast boat invece coprono la stessa distanza in un’ora e un quarto circa. Costano molto di più e non trasportano veicoli. Il sito specializzato 12go.asia raccoglie gli orari aggiornati di quasi tutti gli operatori privati. È una risorsa comoda, perché le compagnie cambiano tabella da un mese all’altro senza preavviso.
Attorno al porto trovi noleggi di scooter e auto, oltre a bar e biglietterie. Fai attenzione ai facchini che si offrono di portarti i bagagli. Meglio concordare il prezzo prima, o evitarli del tutto se puoi gestirti da solo.
Gilimanuk, la porta verso Giava

All’estremo ovest dell’isola, Gilimanuk è tutt’altra storia. Qui non ci sono turisti diretti a un’isola paradisiaca. Ci sono camion, pullman e famiglie balinesi che attraversano lo stretto verso Ketapang, nella regione di Banyuwangi a Giava. Il traghetto funziona 24 ore su 24, con partenze frequenti, quasi ogni venti minuti nelle ore di punta. La traversata dura tra i trenta e i sessanta minuti.
I prezzi sono bassissimi rispetto agli altri porti dell’isola. Un adulto paga circa 6.000 rupie, un bambino 4.000. Per moto e auto le tariffe salgono, ma restano comunque contenute. Dal terminal partono anche autobus verso Denpasar, Singaraja e Padang Bai. Sono utili se stai proseguendo il viaggio via terra senza passare dall’aeroporto.
Altri porti minori da conoscere
Oltre ai quattro principali, ci sono moli minori che potresti incontrare in casi specifici. Amed, sulla costa nordorientale, serve piccoli operatori diving più che collegamenti regolari. Celukan Bawang, nel nord dell’isola, gestisce soprattutto merci e qualche crociera minore in alternativa a Benoa. Tanjung Benoa e Nusa Dua offrono infine partenze occasionali per Nusa Penida. Sono comode solo se alloggi già in quella zona, ma con orari molto più limitati rispetto a Sanur.